Focus del 24 maggio 2026 a cura di Michele Gentile
🎧 Ascolta il podcast qui sotto per un approfondimento rapido di 6 minuti su Tasse all’1,2% e Scudi Patrimoniali: La Verità dietro il “Caso Ferragni”
Quando We Wealth e Il Post hanno ricostruito la struttura societaria di Chiara Ferragni, l’attenzione mediatica si è concentrata su un numero suggestivo: “paga l’1,2% di tasse”. Un dato che, isolato, fa scandalo ma non dice nulla di particolare sotto il profilo tecnico.
Dietro al caso c’è un modello societario trasparente, legittimo e noto da decenni: lo stesso utilizzato dagli Agnelli e da molte grandi famiglie del capitalismo italiano per proteggere un patrimonio significativo.
Come funziona lo schema: Holding S.r.l. e Società Semplice Immobiliare.
L’architettura societaria si basa su una netta separazione tra le attività di business e la gestione del patrimonio privato:
- La Holding al vertice: Sisterhood S.r.l. è la holding di partecipazione. Detiene le quote delle società operative (come Fenice e TBS Crew) e, soprattutto, il 99,9% della Ferragni Enterprise S.s..
- La Società Semplice Immobiliare: Questa controllata (il cui restante 0,1% è detenuto dalla madre Marina Di Guardo per rispettare il requisito civilistico della pluralità dei soci) è la reale proprietaria del super-attico di CityLife.
Il mito dell’1,2% di tasse: l’Articolo 89 del TUIR.
La holding incassa i dividendi dalle controllate operative. Su questi flussi, il regime domestico italiano (art. 89 TUIR) esclude il 95% del loro importo dall’imponibilità per la tassazione. In capo alla holding rimane imponibile solo il 5%, determinando un’aliquota IRES effettiva dell’1,2%.
Non si tratta di un’invenzione fiscale opaca, ma di una norma ordinaria applicabile a qualsiasi partecipazione operativa che ne rispetti i requisiti.
I vantaggi fiscali: l’imposizione delle plusvalenze.
Sui canoni di locazione ordinari, questa struttura non riduce le imposte: i redditi della società semplice fluiscono per trasparenza alla holding S.r.l. e scontano l’IRES ordinaria.
Il vero vantaggio fiscale si manifesta in caso di vendita dell’immobile:
| Scenario di Vendita | Detenzione diretta in S.r.l. | Struttura con Società Semplice (S.s.) |
| Plusvalenza dopo 5 anni | Sempre tassata come reddito d’impresa (IRES/IRAP). |
Non imponibile (esente, al pari delle persone fisiche). |
Secondo l’orientamento consolidato dell’Agenzia delle Entrate (interpelli 689 e 691 del 2021), l’esenzione opera a monte, nella società semplice. Per effetto del principio di trasparenza, non determina reddito imponibile in capo alla S.r.l. holding. La liquidità incassata dalla vendita resta quindi fuori dal perimetro imponibile. Su un immobile di pregio, la differenza rispetto alla detenzione societaria standard è straordinaria.
Protezione del patrimonio ed “effetto-trust” della Società Semplice.
C’è un secondo vantaggio, di minor effetto mediatico ma di fondamentale valenza sostanziale. Una società semplice, se costruita correttamente, rende il patrimonio in essa conferito praticamente inattaccabile dai creditori personali dei soci.
Si ottiene un effetto comparabile a quello di un trust, ma senza lo spossessamento: i beni e la loro gestione restano in capo ai disponenti ed alla famiglia, rendendo lo strumento ideale per la pianificazione successoria.
Il meccanismo è regolato dall’articolo 2270 del Codice Civile (confermato dalla Cassazione n. 15605/2002): le quote di società di persone non sono pignorabili dai creditori particolari del socio. Per attivare questa blindatura, però, servono due condizioni operative non negoziabili:
- Patti sociali blindati: Il contratto deve prevedere espressamente che le quote non siano trasferibili a soggetti diversi dai soci, o subordinare il trasferimento al consenso unanime. La “libera trasferibilità” è la porta da cui rientrano i creditori.
- Iscrizione al Registro delle Imprese: L’iscrizione nella sezione speciale è l’adempimento che rende le clausole limitative opponibili ai terzi (inclusi i creditori). Senza pubblicità adeguata, il terzo può eccepire di non averne avuto conoscenza.
Le tre regole d’oro per evitare contestazioni fiscali.
Il modello è pienamente legittimo e funzionale, ma la sua tenuta dipende dal rispetto di tre regole rigide:
- Sostanza reale: La società semplice deve esistere davvero, con conti correnti propri, contratti intestati e decisioni prese nei suoi organi. Un’intestazione formale in cui decide de facto il singolo socio configura un’interposizione fittizia, che l’Agenzia delle Entrate può sanzionare riprendendo tutto a tassazione.
- Operatività ed evitare le “società di comodo”: La S.s. deve superare i test di operatività stabiliti dalla legge (canoni a condizioni di mercato, immobili messi a reddito coerenti). Una società considerata “di comodo” rischierebbe di trascinare la holding in un regime di penalizzazione fiscale, con una maggiorazione IRES al 34,5%.
- Timing strategico (Ex ante, non in extremis): La struttura va progettata in anticipo. Trasformare una S.r.l. immobiliare in S.s. tre mesi prima di cedere l’immobile configura un evidente abuso del diritto. Lo stesso vale per le tutele patrimoniali: se costruite dopo che i creditori hanno già avviato le azioni esecutive, non sono altro che carta straccia.
Pianificazione internazionale: quando serve una Holding in Svizzera o Lussemburgo?
Per patrimoni complessi, la struttura può prevedere al vertice una holding estera, come una SoparFi lussemburghese o una S.A. svizzera.
L’inserimento di un layer internazionale deve essere valutato con professionisti competenti e risponde a precise esigenze:
- Governance multi-giurisdizionale.
- Pianificazione successoria internazionale.
- Futura mobilità geografica dei soci.
Attenzione alla sostanza: La holding estera aggiunge valore solo se supportata da una reale struttura organizzativa (personale, sede operativa, funzioni decisionali effettive). Una holding puramente statica rischia di attivare le normative sulle CFC italiane (art. 167 TUIR), il Pillar Two OCSE e i restrittivi requisiti di sostanza internazionali. Se ben organizzata, tuttavia, la costruzione internazionale offre un’efficienza e una flessibilità non raggiungibili con la sola pianificazione domestica.
Conclusioni: la lezione in sintesi.
Il “caso Ferragni” ci lascia tre grandi insegnamenti sulla gestione dei grandi patrimoni:
- Ottimizzazione senza forzature: Una struttura corretta protegge il capitale e ottimizza il carico fiscale utilizzando strumenti ordinari (Codice Civile, TUIR, Cassazione) presenti da decenni nel nostro ordinamento.
- I dettagli fanno la differenza: La tenuta di una struttura per trent’anni dipende dalla cura dei dettagli in fase progettuale (patti sociali, Registro delle Imprese, cronologia delle operazioni), non quando è già arrivata la PEC dell’Agenzia delle Entrate o il precetto del creditore.
- La sostanza vince sulla carta: Le strutture meramente cartolari e create in extremis sono destinate a saltare; solo una pianificazione solida e dotata di reale sostanza economica è inattaccabile.
Ogni patrimonio ha una storia a sé e richiede un modello sartoriale. G&J Consulting Company SA assiste da Lugano famiglie e imprenditori con patrimoni cross-border tra Italia e Svizzera, progettando strutture societarie sostenibili nel tempo, orientate al passaggio generazionale e alla massima fattibilità operativa.
consulta il nostro approfondimento tecnico:
Holding e Società Semplice tra pianificazione fiscale e tutela del patrimonio.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per un’analisi specifica della vostra situazione patrimoniale, vi invitiamo a contattare direttamente G&J Consulting Company SA.
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