OPERAZIONI IN VALUTA ESTERA

Soluzioni interpretative in merito al trattamento fiscale di operazioni in valuta estera
In caso di acquisto di valuta estera, previa apertura del conto corrente espresso in valuta e contestuale prelievo dal conto in euro, il costo fiscalmente riconosciuto della valuta estera corrisponde alla conversione in euro al cambio del giorno (o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui è stata sostenuta) in cui l’operazione di acquisto è effettuata (articolo 9 e 110, Tuir). Per quanto concerne l’acquisto di titoli azionari in valuta estera con prelievo dal conto in valuta, l’Agenzia delle entrate precisa che tale prelievo determina il concorso alla formazione del reddito imponibile di periodo delle differenze di cambio, positive o negative, maturate fino a tale momento, essendo realizzato il differenziale di valore maturato dalla valuta estera, tra la sua data di acquisto e quella di utilizzo per l’acquisizione dei titoli. Relativamente all’incasso di dividendi in applicazione del citato articolo 9, comma 2, Tuir, la conversione dovrà essere effettuata secondo il cambio ufficiale in vigore al momento della percezione delle somme. In merito allo smobilizzo dei titoli in portafoglio, l’Agenzia delle entrate chiarisce il corrispettivo della cessione deve essere determinato applicando il cambio corrente alla data nella quale la cessione è stata effettuata. L’ultimo quesito riguarda le valutazioni di fine esercizio: l’Agenzia delle entrate precisa che l’eventuale differenziale, positivo o negativo, tra costo fiscalmente riconosciuto e valore di cambio della valuta estera alla data di chiusura dell’esercizio, concorre alla formazione del reddito imponibile.
In merito alla valorizzazione dei titoli ancora in portafoglio alla chiusura dell’esercizio, per i titoli partecipativi, in quanto attivi di natura non monetaria, ai sensi dell’Oic 26 devono essere iscritti nello stato patrimoniale al tasso di cambio al momento del loro acquisto e le differenze di cambio positive o negative non danno luogo ad un’autonoma e separata rilevazione. Per i titoli cui si applica la disciplina delle obbligazioni ai sensi del codice civile o di altre leggi, in base all’articolo 110, comma 3, Tuir, la valutazione di chiusura dell’esercizio non assume rilevanza ai fini fiscali.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 57, 07/06/2019)